Marcel Vervloesem: Domanda d’inchiesta sul funzionamento della giustizzia

7 novembre 2009
By Presidente

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ASSOCIATION MARCEL VERVLOESEM – TEVIREPEDO

Protection des droits humains des témoins et victimes des réseaux  pédocriminels

Voorzittert Geert Vervaeke,
Conseil Supérieur de la Justice
Avenue Louise 65 boite 1
1050 Bruxelles
Belgique

Caro Signore Presidente,

Ho l’onore, nella mia qualità di persona di fiducia designata dal signor Marcel VERVLOESEM in materia di salute, ai sensi dell’articolo 7 capoverso 2 del capitolo III della legge belga relativa ai diritti del paziente del 22 agosto 2002 e in qualità di presidente dell’associazione TEVIREPEDO, di sollecitare l’apertura di una commissione di parere e d’indagine, per, secondo la formulazione ripresa nel sito Internet del vostro ente quanto alla missione che gli spetta: “fare una radioscopia sistematica dell’utilizzo di tutti i meccanismi di controllo interno nell’ambito dell’ordine giudiziario, di cui dell’applicazione della disciplina nella magistratura e della sorveglianza che deve esercitare il pubblico ministero “sulla regolarità del servizio che hanno presieduto ai fatti che vi espongo nell’ordine cronologico in cui si è verificato.

Questa domanda si iscrive nella destra linea delle domande del vostro ente al ministro della giustizia “di rafforzamento dei meccanismi di controllo esterno sul funzionamento dell’organizzazione giudiziaria, tanto strutturale che individuale. »

1.Il dott. COSYNS

Nel 2005, il dott. COSYNS ha accettato la missione d’esperto giudiziario di definire la veridicità di accuse formulate nei confronti del sig. VERVLOESEM, mentre era stato oggetto di azioni di via negli anni 90, iniziati dall’associazione senza scopo lucrativo di cui il sig. VERVLOESEM è membro fondatore: WERGKOEP MORKHOVEN.    In effetti il dott. COSYNS, caricato di una commissione d’indagine sulle maltrattamenti di bambini all’ospedale GOOD ENGELS di Anvers, era stato esposto per avere dichiarato inesistenti  questi maltrattamenti, mentre il sig. VERVLOESEM aveva scoperto che una piccola ragazza di 5 anni era morta in cellula d’isolamento, e che altri bambini ne erano usciti con braccia e gambe rotte. Il dott. COSYNS non aveva di conseguenza la neutralità indispensabile alla missione di competenza che ha accettato.  I giudici hanno preso in considerazione le opinioni della competenza giudiziaria del dott. COSYNS, che piuttosto che di emettere una diagnosi medica secondo la missione che gli spettava, ha emesso dubbi sul sig. VERVLOESEM, a causa “della quantità dei carichi. Il dott. COSYNS aveva allora omesso di consultare la cartella medica del paziente, che rivelava che all’epoca dei abusi sessuali di cui doveva rispondere, era diabetico da insulina patologia generando un’impotenza. Se lo avesse letto, avrebbe potuto constatare che il suo stato cardiaco era così come non avrebbe potuto sopravvivere agli stimolanti sessuali necessari agli atti di cui era accusato. Inoltre, ha omesso di notare che il sig. VERVLOESEM era raggiunto di un cancro della prostata, e nullo ignora soltanto è impossibile ad un uomo praticare fellation o sodomie, senza prostata.

2. Magistrati sconosciuti

Due magistrati anonimi hanno avvertito il sig. VERVLOESEM di pressioni esercitate sul tribunale di TURNHOUT, di condannarlo a qualsiasi prezzo. Uno di loro gli ha spiegato una dei difetti di procedura, che hanno fatti ostacolo alla domanda del presidente del tribunale affinché gli accusatori e l’imputato superino ciascuno una prova di rivelatore di menzogna, ciò che lo avocate della controparte aveva accettato per gli accusatori, assenti all’udienza.     Il sig. VERVLOESEM era passato l’esame, che garantiva che diceva la verità. Denominato Johan DANEELS fu il primo degli accusatori sottoposti alla domanda del giudice. Gli ispettori ed i poliziotti che lo accompagnavano   hanno consegnato opinioni che non lasciavano alcun dubbio alla menzogna, in particolare: “È un colpo di fortuna. Sia è VERVLOESEM che va in prigione, sia è io„.    Questo magistrato ha detto che i suoi colleghi hanno allora temuto di trovarsi confrontati a nove esami che garantiscono che gli accusatori mentivano, contro un esame che garantisce che l’imputato era innocente. Hanno per questa ragione, ha spiegato, dato ordine di stabilire le procedure, che costringevano la Corte ad invitare gli altri accusatori a passare l’esame.     Infatti, otto dei dieci esami al rivelatore di menzogna ordinati dalla Corte sono assenti della cartella, perché non sono stati mai effettuati.

3. Il giudice VAN CRAEN

Il sig. Van CRAEN ha accettato messi di giudicare l’appello del sig. VERVLOESEM, nonostante azioni di via, che espone l’adozione che aveva accordato l’11 gennaio 1990, di un adolescente di 17 anni, ad un homosexuel invalido di 60 anni, con il quale aveva già avuto relazioni sessuali. La Corte d’appello di Anversa giudicherà quest’uomo il 17 gennaio 1991, colpevole “d’attentato al pudore per soddisfare i suoi impulsi, di un minatore di più che sedici anni sul quale aveva autorità„, per il periodo del 1ier gennaio al 5 febbraio 1990, cioè per il tempo che la decisione del giudice VAN CRAEN ne aveva fatto suo padre.     Il giudice VAN CRAEN non aveva dunque ovviamente la neutralità indispensabile alla missione che ha accettato, di giudicare uno degli uomini che lo aveva esposto. Il giudice VAN CRAEN di fatto, ha limitato le difese orali a due ore, cioè 7 minuti per fatto rimproverato. Ha in seguito appesantito la condanna del sig. VERVLOESEM a quattro anni di prigione ferma piuttosto che tre, sulla base di una cartella incompleta, nonostante il parere di nove medici, compreso l’esperto giudiziario, che hanno all’unanimità segnato la loro opposizione, in ogni caso, ad un’incarcération qualunque. Ma, sappiamo che un magistrato è esperto in diritto ed in non medicina, cosa che non gli attribuisce dunque il diritto di contestare il parere di medici.

4. La Corte di cassazione 

La Corte di cassazione ha confermato la condanna del sig. VERVLOESEM nonostante il riconoscimento da parte del Consiglio superiore della giustizia, di due difetti di procedura, che porta i riferimenti seguenti:

1. Il 30-10-2007. Ref: N/07/0152/BDM/KDB.   2. Il 21-02-2008. Ref: N/07/0185/BDM/KDB.  Più di questa conferma si è fatto nonostante i fatti seguenti: 1. mancavano 8 esami al rivelatore di menzogne ordinate dal giudice

2. l’aggiunta all’innesto del tribunale di cassazione, della cartella “Good Engels„, dunque senza che signor VERVLOESEM abbia potuto là avere accesso durante i 10 anni di procedura.

3. L’espulsione del vice presidente dell’associazione della cartella di carico per “diffusione di pornographie„ di cui aveva preso la responsabilità, ciò che il vostro ente ha riconosciuto.

4. il volo dei 7 CD-ROM inviati al re, ciò che il vostro ente ha riconosciuto.  Il sig. VERVLOESEM aveva notato, consultando la sua cartella all’innesto della Corte di cassazione, che alcune pagine attaccavano tra esse, attaccati da una punta di TYPEX, cosa che suppone che si sia giudicato, senza che i magistrati abbiano aperto la cartella.

5. Ministero della giustizia

Il sig. VERVLOESEM è stato imprigionato il 5 settembre 2008, nonostante precedenti medici e chirurgici che hanno richiesti una trentina di hospitalisations, per réanimation o interventi chirurgici maggiori, a causa di un diabete insulino, di malattie cardiache e renali principali, di un pancreatatis, di un cancro metasta da tre volte e di un suicidio. Fin dalla sua entrata in prigione, ha immediatamente tentato di porre fine ai suoi giorni, con uno sciopero della fame e della sete, che preferisce accorciare le sue sofferenze richiedendo l’applicazione del diritto costituzionale per le vittime e testimoni del crimine organizzato.    Il ministero della giustizia si è opposto alla ospedalisazzione ordinata dal medico della prigione di Turnhout al ö giorno, sostituendola con una cellula d’isolamento all’block medicalizzato di Bruges, sotto la responsabilità del dott. Proot. Questa decisione amministrativa, permetteva di ospedalizzarlo soltanto nel coma, in cui quando i segni di agonie non gli avrebbero dato soltanto tre giorni di speranza di sopravvivenza. Il sig. VERVLOESEM ha voluto ricominciare ad innaffiarsi il sesto giorno, ma è stato limitato alla scelta tra l’acqua putride o l’acqua bollenta, da cui una tortura che causò dolori acuti. Ha ricominciato ad alimentarsi il 30 settembre 2008. È stato ammesso all’ospedale St Jean di Bruges soltanto l’8 ottobre seguente, nell’coma. Il gruppo medico gli ha diretto un protocollo di reidratazione e la ha rinviata in prigione, senza prodigarle le dialisi renali necessarie alla sua insufficienza renale.   Il sig. VERVLOESEM è stato trasferito alla prigione di Turnhout il giorno del suo compleanno, il 7 ottobre 2008, con gambe œdematose cioè l’evidenza di una disfunzione principale renale. È stato ospedalizzato del 1° novembre, in cardiologia, con soltanto 24 battiti cardiaci al minuto. È stato rinviato allo block medicalizzato di Bruges, nuovamente senza assegnarle il protocollo di cure necessarie ai suoi reni. È stato ospedalizzato il 21 novembre 2008, per il cateterismo cardiaco e rinviato in prigione con la vena femorale aperta, nella cellula di un paziente psichiatrico che spargeva i suoi escrementi ovunque. È stato riportato all’ospedale, dove i medici hanno dato precedenza al trattamento dei suoi reni che non funzionavano più al  80¨%, è hanno  rinviato l’intervento per suturare l’emorragia interna. È stato riportato in prigione, nella cellula del paziente psichiatrico, lasciato senza cura, fino a che occorre tagliarla da una gangrena.    Il sig. VERVLOESEM è stato trasferito il 9 gennaio 2009 in una zona disciplinare, stranamente “per ragione medica”. Le due operazioni a cuore aperto raccomandate a tre settimane di intervalli sono state autorizzate soltanto il 4 marzo 2009, in un solo intervento. Due medici lo hanno incitato al suicidio alla prigione di Bruges, per astensione d’insulina, garantendole che non potrebbe non sopravvivervi oltre 10 giorni. Si è astenuto da qualsiasi farmaco dal 14 maggio 2009, la vigilia del giorno dove doveva subire un elettroshock cardiaco, ebbe riguardo ad un’aritmia accoppiata di un’ipertensione arteriosa principale. È sopravvissuto 44 giorni, senza che nessuno non possa spiegarlo. Ha ricominciato a prendere i suoi farmaci, con la promessa di un regime penitenziario normale, ma l’elettroshock cardiaco raccomandato gli è stato rifiutato.    Appare che i medici hanno ritenuto la necessità di un nuovo cateterismo cardiaco, che il ministero desidera fare effettuare all’ospedale  Saint Jean di Bruges. Questo vincolo amministrativo coinvolge di mettere dispositivo di ancoraggio da un paziente cardiaco 12 ore andata e ritorno in un furgone gabbia, da cui una prova fisica di cui solo un medico può prendere la responsabilità, per un esame che può essere realizzato in alcune ore, in un ospedale situato a 5 minuti del luogo di detenzione attuale del sig. VERVLOESEM.  Il sig. VERVLOESEM non contesta affatto la necessità di quest’esame, ma rifiuta di essere allontanato dalla sua famiglia, per il fatto che il suo decesso è suscettibile di verificarsi in qualsiasi momento, in una prigione, in cui è stato sottoposto alla tortura e di cui la direzione ha omesso di informare la sua figlia di quattro ospedalesazione, mentre era all’articolo della morte. Inoltre, rifiuta di essere a grazie dell’ ospedale St Jean di Bruges, che ha varie volte violato i suoi diritti di paziente, anche tacendo quattro ospedalisazione segrete alla sua famiglia e rifiutando alle persone delegate dalla famiglia l’informazione sullo stato di salute di un paziente all’agonia.  Il sig. VERVLOESEM è stato avvertito da due medici, uno della prigione di Bruges, l’altra della prigione di Turnhout, che il regolamento amministrativo non permetteva la liberazione per ragione medica, che a tre giorni della previsione del decesso, sia quando l’agonia è così avanzata, che non può sperare più di avere tutti i suoi spiriti, quando il ministero prevede di permettergli di dire addio a quelli che lo gradisce.    In base a tutte quest’informazioni, c’è dunque ovviamente ebbe interferenze del ministero, interferire nelle prescrizioni dei medici che trattano del sig. VERVLOESEM, nella violazione più perfetta della separazione dei poteri e del giuramento di Hippocrates.

6. Giudice Nadia GOSSENS

Il tribunale d’applicazione delle pene di Gand, presieduta dal giudice Nadia GOSSENS, membro del Consiglio superiore della giustizia, è stato sollecitato per giudicare l’opportunità di accordare al sig. VERVLEOSEM una liberazione condizionale sotto controllo elettronico, per permettergli di occuparsi delle sue malattie terminali. Il giudice GOSSENS fa stato nel suo giudizio, di un’indagine sociale svolta dalla casa di giustizia di Bruxelles nella principessa di Croÿ che era favorevole a questo congedo. Ma, i servizi sociali hanno omesso di integrare alla cartella questo parere, che non ha dunque potuto essere comunicato ai giudici.  Il giudice GOSSENS ha firmato il rifiuto al sig. VERVLOESEM di ogni congedo penitenziario o liberazione condizionale su base di fine informazioni in provenienza da questo documento, che in realtà nella sua base esprime un parere positivo.  La legalità del luogo del giudizio chiede anche precisazione, nella misura in cui il sig. VERVLOESEM è stato condannato dalla giuridizione di Turnhout, sotto la tutela di Anvers, ma che è stato giudicato nella giuridizione di Bruges, sotto la tutela di Gand, mentre è stato detenuto a Bruges soltanto per ragione medica.    Poniamo per questione sussidiaria: quando ad un punto di contatto in seno al Consiglio superiore della giustizia per dare l’allarme a tentativi di influenzare i giudici, per garantire i principi d’indipendenza e d’imparzialità dei magistrati?

7. PSD, servizio psychosociale

Se un giudizio può apparire dettato dal ministero della giustizia senza che i magistrati aprano la cartella, lo stesso dicasi per i meccanismi di controllo interno nell’ambito dell’ordine giudiziario, se necessario, il servizio psychosociale o PSD in Fiandre, sotto la tutela del ministero della giustizia.    Il PSD della prigione di Turnhout ha rivelato al sig. VERVLOESEM che il documento sul quale il giudice GOSSENS aveva basato il giudizio negativo, era un parere positivo registrato sull’elaboratore centrale del ministero della giustizia, che è dunque accessibile ai servizi psychosociali responsabili delle cartelle.    Così, si pone dunque la questione di che ha impedito la PSD di Bruges di unire l’indagine famosa sociale alla cartella, mentre la PSD di Turnhout vi ha ebbe accesso, prima anche della pronunzia del giudizio, poiché nel frattempo, il sig. VERVLOESEM era nuovamente trasferito alla prigione di Turnhout.    Il sig. VERVLOESEM ha ricevuto l’assicurazione che sarebbe liberato sotto controllo elettronico il 9 agosto, cosa che è stata bloccata, la direzione della prigione di Bruges non che ha potuta esprimere un parere, al pretesto che la PSD di Bruges non era riuscita a completare la cartella tempestivamente. Il sig. VERVLOESEM è, eccetto errore, ammissibile alla liberazione condizionale per buona condotta dal 4 settembre, cioè al terzo della pena dedotta dal doppio del periodo di detenzione preventiva. La domanda deve nuovamente essere presentata questo 9 novembre.    La questione diventa critica, tenuto conto che il servizio psychosociale di Turnhout, tuttavia all’origine così positivo, garantisce ora che la cartella sarebbe completa dall’8 maggio, cioè senza rilevare i pareri positivi delle indagini sociali, ed in mancanza dell’ultimo di quest’indagini alla quale il sig. VERVLOESEM non ha ancora avuto accesso, da cui presunzione dell’intenzione di ristampare l’ultima manovra, per rinviare ogni liberazione condizionale o congedo penitenziario durante dieci mesi più. Si tratterebbe dunque di un nuovo tentativo “di estinguere le procedure„, per garantire il suo decesso in prigione, per privazione di cura al suo cancro.

8.  Occorrerebbe estendere la vostra commissione d’indagine alla questione poliziesca in base alla gravità dei fatti seguenti:

Uno dei querelanti della prima onda di carichi di abusi sessuali ha riconosciuto che i reclami erano stati pagati dal fratellastro del sig. VERVLOESEM, Victor, da promosso ad un posto alla direzione dei servizi sociali locali (OCMW), quindi nominato Presidente del Consiglio della polizia regionale, mentre è illetterato e lui stesso oggetto di una trentina di reclami che la espongono per abuso sessuale di minatori. Inoltre uno dei querelanti della seconda onda di carico di abusi sessuali ha ritirato il suo reclamo, accusando questo stesso funzionario di polizia, di avere minacciato la sua integrità fisica, fino a che accetta di cercare droga in Olanda ed in caso d’arresto, di accusare Marcel VERVLOESEM di abusi. Una buona trentina di reclami per aggressioni sessuali nei confronti di Victor VERVLOESEM che riguardano sono stati ritirati dalla cartella della difesa del sig. Marcel VERVLOESEM.  Questa cabale ha avuto per effetto la condanna del sig. VERVLOESEM e della sua incarcerazione. I trattamenti subiti da lui dimostrano se di è ancora fabbisogno, la volontà di estinguere le procedure Zandvoort con la morte di quest’ultimo in prigione.

Possiamo soltanto essere sfidati dalla incarcerazione del ricercatore di un’organizzazione non governativa, su base di carichi che due dei querelanti garantiscono sollecitati dall’attuale Presidente del Consiglio della polizia regionale, dopo il volo nella cartella della difesa di tutti i verbali che espongono questo funzionario per aggressioni sessuali di minatori.

Li prego, in qualità di personna di fiducia dell’uno del più grande eroe che le Fiandre abbiano conosciuto, che, noi francesi consideriamo come un dovere, tutto di tentare di salvarlo, di accordare una priorità all’indagine sulla disfunzione nell’ambito dei servizi psychosociali attaccati al ministero della giustizia, perché il sig. VERVLOESEM non muoia in martire, ma in condizioni umane.

Questo prigioniero seriamente indebolito da patologie multiple terminali è sempre supposto innocente, finché la Corte europea dei diritti dell’uomo non ha giudicato la legalità delle procedure che lo condannano.

Voglia credere, caro signor Presidente all’espressione della mia considerazione perfetta.

Martine Mangione
Presidente de l’associazione MARCEL VERVLOESEM-TEVIREPEDO

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